Ex Mercato coperto, fine lavori nel 2028. A breve i robot demoliranno il tetto

VIDEO / L’assessore Di Marcantonio rassicura sui tempi e annuncia un concorso di idee per riempire di contenuti la struttura. Il direttore tecnico Subrizi spiega i ritardi accumulati: ritrovamenti nel sottosuolo e modifiche strutturali in corso d’opera. Ora i lavori procedono a pieno regime.

TERAMO – Il cantiere dell’ex mercato coperto di Piazza Verdi a Teramo va avanti, nonostante gli intoppi, con l’obiettivo di riconsegnare l’area alla città tra la fine del 2027 e la primavera del 2028. A rassicurare la cittadinanza e a fare il punto sullo stato dell’arte sono l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Di Marcantonio, e il direttore tecnico di cantiere, Dario Subrizi, che assieme al sindaco Gianguido D’Alberto ha portato i media in tour all’interno del cantiere.

L’intervento si inserisce in una più ampia riqualificazione del comprensorio, che abbraccia anche l’Istituto Braga e il Teatro Romano. “Ci scusiamo con la cittadinanza per i disagi che sta patendo –- ha dichiarato l’assessore Di Marcantonio – ma è un sacrificio necessario per vedere a brevissimo una Teramo scintillante“. Se il contenitore sta prendendo forma, la vera sfida sarà il contenuto. L’intenzione dell’amministrazione è creare uno spazio ibrido di interazione per il territorio: “Ospiterà sicuramente mercati contadini e spazi culturali e ricreativi – ha anticipato l’assessore -. Non abbiamo ancora definito il tutto in senso assoluto, ma andremo a stabilire i contenuti esatti anche attraverso un ulteriore concorso di idee“.

A chiarire le lungaggini tecniche che hanno rallentato la prima fase dell’opera è stato il direttore di cantiere Dario Subrizi, che ha evidenziato due problematiche principali. La prima è di natura archeologica: “Durante gli scavi delle fondazioni abbiamo fatto dei ritrovamenti. È stata interpellata la Sovrintendenza per capirne l’importanza, e questo ha inevitabilmente allungato i tempi delle opere di consolidamento strutturale“. Il secondo imprevisto è emerso durante le demolizioni interne, rivelando una situazione diversa da quella ipotizzata in fase di progettazione iniziale. “Per questo motivo – ha spiegato Subrizi – si è preferito demolire i solai e realizzare una struttura in acciaio completamente diversa da quella concepita originariamente, preservando comunque lo scheletro della struttura, ovvero pilastri e travi“.

Attualmente i lavori procedono a pieno regime. Il prossimo, delicato passaggio riguarderà il tetto. “Procederemo alla demolizione della copertura in maniera robotizzata, una tecnica che abbiamo già utilizzato per il Palazzo dell’Emiciclo a L’Aquila, lasciando intatto lo scheletro – ha concluso il direttore tecnico -. Una volta messa in sicurezza la struttura, potremo procedere con le lavorazioni edili e impiantistiche, la cui velocità sarà molto diversa e più rapida rispetto a questa fase che richiedeva maggiore attenzione“.

LA VISITA AL CANTIERE: ASCOLTA ASSESSORE E DIRETTORE DI CANTIERE

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